Terapie e Servizi Logopedici Età Evolutiva
La nostra offerta spazia da consulenze innovative a sessioni terapeutiche su misura, utilizzando tecniche all’avanguardia e un approccio empatico. Siamo qui per guidarti nel percorso di crescita linguistica e di sviluppo, sia che tu sia un professionista alla ricerca di nuove metodologie, sia che tu sia un genitore desideroso di supportare al meglio il tuo bambino.
Contattami per una consulenza personalizzata e scopri come possiamo trasformare insieme le sfide in opportunità di apprendimento e crescita.
Età Evolutiva
Cos’è la deglutizione disfunzionale?
La deglutizione disfunzionale è una modalità di deglutizione che si realizza con modalità diverse da quelle ritenute fisiologiche. E’ anche conosciuta come deglutizione “atipica” o “deviata”. Si caratterizza per la permanenza di un meccanismo di deglutizione di tipo infantile oltre i 6-7 anni.
Cosa si osserva?
Durante la deglutizione la punta della lingua spinge tra i denti o contro i denti i muscoli orofacciali assumono un comportamento errato durante la deglutizione.
Perché è importante il trattamento logopedico
Il trattamento logopedico è di massima importanza perché questa alterazione spesso si associa a:
- anomalie ortodontiche (es. morso aperto, palato ogivale)
- dislalie ovvero pronuncia scorretta di alcuni suoni (es. sigmatismo)
- respirazione orale (abitudine a respirare con la bocca aperta)
La causa è da ricercare in: abitudini viziate (es. suzione del dito, uso prolungato del ciuccio); ipertrofia adenoidea o tonsillare; anomalie anatomica (es. frenulo linguale corto).
Individuare cause e alterazioni conseguenti è fondamentale per la buona riuscita del trattamento logopedico ma anche del trattamento ortodontico, se in corso.
Cosa prevede il trattamento logopedico
L’obiettivo del trattamento logopedico è quello di impostare una corretta dinamica deglutitoria. Partendo dalla modifica della postura linguale a riposo.
Ad oggi la terapia di elezione per il trattamento della deglutizione disfunzionale prevede la rieducazione del comportamento neuromuscolare attraverso un programma di terapia miofunzionale. Tale programma viene integrato con la terapia a vibrazione locale per ottimizzare e massimizzare i risultati di trattamento.
La mia formazione sul trattamento della deglutizione disfunzionale deriva non solo da studio ed esperienza professionale, Nell’ambito della terapia miofunzionale ho frequentato il corso di alta formazione in Deglutologia Pediatrica e Motricità orofacciale in età evolutiva. Inoltre, sono formata nell’utilizzo della terapia a vibrazione locale Novafon, per la quale sono stata anche formatrice per il corso “Deglutizione disfunzionale e respirazione orale”.
Se hai avuto indicazione per il trattamento logopedico della deglutizione disfunzionale puoi prenotare un appuntamento.
Respiratore Orale
Chi è il respiratore orale?
Si definisce respirazione orale una situazione patologica in cui il passaggio dell’aria avviene principalmente attraverso il cavo orale.
Il respiratore orale è tendenzialmente:
- astenico,
- magro e longilineo
- iperattivo e/o instabile sul piano motorio.
La facies è caratteristica: narici piccole e ipotoniche, labbra screpolate, postura linguale tendenzialmente protrusa, palato con ridotto diametro trasverso e spesso tonsille ipertrofiche.
A livello intraorale possono presentarsi: morsi crociati, overjet aumentato e deglutizione disfunzionale.
Cosa prevede il trattamento?
Il trattamento corretto prevede un approccio multidisciplinare: espansione del mascellare superiore; terapia funzionale; presa in carico riabilitativa; eventuale adenotonsillectomia.
La presa in carico riabilitativa, ad opera del logopedista, ha come obiettivo quello di abituare il paziente all’uso del naso, ripristinando il riflesso narinale.
Come?
- Rinforzo della muscolatura periorale per ottenere un buon sigillo labiale
- Rinforzo dei muscoli masticatori
- Incremento della sensibilità tattile, discriminativa e del tono della lingua
- Normalizzazione della postura linguale
- Rieducazione dell’area del naso
- Rieducazione del rinofaringe
La mia formazione sul trattamento della deglutizione disfunzionale deriva non solo da studio ed esperienza professionale.
Nell’ambito della terapia miofunzionale ho frequentato il corso di alta formazione in Deglutologia Pediatrica e Motricità orofacciale in età evolutiva. Inoltre, sono formata nell’utilizzo della terapia a vibrazione locale Novafon, per la quale sono stata anche formatrice per il corso “Deglutizione disfunzionale e respirazione orale”.
Se hai avuto indicazione per il trattamento logopedico puoi prenotare un appuntamento in presenza inviando un’email a info@diariodiunalogopedista.it
Parent-training per bambini con ritardo nello sviluppo del linguaggio
Una delle problematiche che più spesso spinge i genitori a contattare un logopedista o chiedere consigli al proprio pediatra è la gestione del ritardo del linguaggio del proprio bambino.
Le evidenze scientifiche spingono verso un sempre maggiore coinvolgimento dell’ambiente e sulla centralità del ruolo dei genitori nel promuovere lo sviluppo del linguaggio.
Ambiente favorente e stimolazione precoce rappresentano la chiave per raggiungere buoni risultati e permettere al tuo bambino di comunicare al meglio.
Immagina quanto puoi fare per il linguaggio del tuo bambino apprendendo strategie che puoi applicare nelle attività di vita quotidiana!
Il percorso di supporto genitoriale è adatto a genitori di bambini con età compresa tra i 2 e i 3 anni che presentano un ritardo nel linguaggio espressivo, in assenza di accertati disturbi neurologici, sensoriali, cognitivi e relazionali.
Cosa imparerai?
- quali sono le tappe dello sviluppo del linguaggio
- riconoscere i campanelli d’allarme (quando devo preoccuparmi)
- ad adattare l’ambiente per renderlo funzionale allo sviluppo del linguaggio
- strategie di stimolazione del linguaggio applicabili durante le routine quotidiane
- attività pratiche per stimolare il linguaggio
Come si svolge?
In presenza o online a distanza con sistemi di videoconferenza.
E’ possibile concordare una percorso in piccolo gruppo presso la tua associazione o nido. Contattami di maggiori informazioni.
Fa per te se…
sei genitore o caregiver di un bambino con età compresa tra i due e tre anni che non parla o parla male e vuoi imparare a stimolarlo nelle attività di vita quotidiana
Come si svolge?
In presenza o online a distanza con sistemi di videoconferenza.
E’ possibile concordare una percorso in piccolo gruppo presso la tua associazione o nido. Contattami di maggiori informazioni.
Quanto dura?
4 incontri della durata di un’ora a cadenza settimanale + 1 incontro a 3 mesi per valutare l’evoluzione e l’impatto delle indicazioni sulla diade genitore-bambino.
Cosa aspettarsi dal percorso?
- Una modifica del tuo stile di interazione
- Un miglioramento delle capacità linguistiche del tuo bambino
- Un adattamento dell’ambiente comunicativo
- Una maggiore efficacia dell’interazione con il tuo bambino
Grazie a questo percorso di supporto al linguaggio imparerai qual è il corretto stile di interazione e come promuovere lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio con il tuo bambino, attraverso strategie comunicative applicabili nella pratica quotidiana.
Intervenire sull’ambiente in cui il bambino vive, insegnando a genitori o care-giver come interagire con il proprio bambino in diversi contesti (lettura dialogica, gioco simbolico, attività di vita quotidiana) mostra il raggiungimento di buoni risultati in termini di sviluppo linguistico e qualità delle interazioni e della relazione.
Compila il form per sapere se questo percorso può esserti utile.
Consulenza logopedica sviluppo del linguaggio
Spesso mi contattano genitori preoccupati per lo sviluppo del linguaggio dei propri piccoli.
E’ in ritardo? Dovrebbe già parlare? Devo rivolgermi ad uno specialista? Perché non parla ancora? Parlera?
Questa consulenza fa per te se vuoi trovare risposta ai tuoi dubbi sullo sviluppo del linguaggio e sapere se e quando e necessario un’approfondimento diagnostico.
Cosa imparerai?
La consulenza è un momento di confronto durante il quale potrai espormi tutte le tue preoccupazioni e i tuoi dubbi sullo sviluppo del linguaggio. Sarà anche l’occasione per apprendere delle strategie di stimolazione del linguaggio da applicare fin da subito.
Come si svolge?
In presenza o tramite videoconferenza.
A chi è rivolto?
A genitori/care-giver di bambini 0-3 anni.
Quanto dura?
1 ora
Inoltre, al termine della consulenza riceverai un pdf riassuntivo di quanto discusso.
La consulenza ha un costo di 60
Disturbi del linguaggio
Il Disturbo del Linguaggio è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da un ritardo in uno o più ambiti del linguaggio. Questo avviene in assenza di problemi cognitivi, sensoriali, motori, affettivi e di importanti carenze socio-ambientali.
Anche se ogni bambino procede nello sviluppo a modo proprio, facendo riferimento alle tappe fisiologiche è facile rendersi conto se il bambino si discosta tanto dalle prestazioni della media per età.
Generalmente, intorno all’anno di età il bambino inizia a pronunciare le prime parole e a due anni possiede un vocabolario di circa 100 parole. Sempre intorno ai 2 anni compaiono le prime combinazioni, semplici frasi che spesso utilizza in con l’aggiunta di gesti. Intorno ai 2 anni e mezzo, si assiste all’esplosione del vocabolario ovvero ad un rapido aumento delle parole prodotte e il bambino inizia a formare frasi sempre più complesse.
Campanelli d’allarme e momenti per intervenire
Nonostante i 3 anni rappresentino una sorta di bivio tra i parlanti tardivi e i bambini con disturbi del linguaggio, non è necessario attendere quest’età per richiedere un consulto per comprendere se il linguaggio del proprio figlio è in linea di sviluppo.
Infatti, prima dei 3 anni è altamente consigliato un percorso di Parent-training, ovvero l’apprendimento di tecniche di stimolazione del linguaggio da parte del genitore. Ciò permette una modifica dello stile di interazione genitore-bambino, migliorando così la comunicazione.
Disturbo del linguaggio, campanelli d’allarme:
Trovi di seguito dei campanelli d’allarme divisi per età. Si tratta di sentinelle che ci fanno capire che la linea di sviluppo non sta seguendo il percorso naturale e pertanto è necessario rivolgersi ad uno specialista per un consulto.
- 0-2 mesi: non reagisce ai suoni ambientali; non emerge il contatto oculare; non produce alcuna vocalizzazione
- 2-4 mesi: non emerge il sorriso sociale; non interagisce con persone e oggetti
- 6-10 mesi: assenza di lallazione; non si gira se chiamato; rifiuta le interazioni con gli altri
- 12-18 mesi: assenza di gesti comunicativi; mostra di non comprendere richieste semplici; perde delle capacità acquisite; produce meno di 15 parole
- 24 mesi: produce meno di 50 parole
- 2-3 anni: non produce frasi; è compreso solo dalle persone di famiglia
- 3-4 anni: non esprime concetti; non formula domande
E’ importante non sottovalutare questi segnali perché spesso la prevenzione o il trattamento precoce rappresentano la chiave di volta per evitare problematiche più importanti.
Se noti uno o più di questi segnali nel tuo bambino contatta uno specialista. Ti aiuterà a capire se c’è realmente qualcosa che non va e ti indicherà il percorso da seguire per aiutare il bambino.
Posso aiutarti con una consulenza e un percorso genitoriale per apprendere strategie atte a migliorare la comunicazione funzionale.
Il percorso logopedico prevede un’attenta valutazione degli ambiti del linguaggio deficitari alla quale seguirà l’impostazione del trattamento ad hoc. Il trattamento prevede generalmente incontri bisettimanali e mira al miglioramento delle competenze linguistiche attraverso attività interattive e di gioco condiviso.
Se hai avuto una diagnosi di disturbo del linguaggio puoi prenotare un appuntamento.
Terapia logopedica con il programma PROMPT
Cos’è il programma PROMPT?
PROMPT ® è l’acronimo di Prompts for Restructuring Oral Muscular Phonetic Targets
Il PROMPT ®un programma per la valutazione e il trattamento dei disordini dello speech, nato dal lavoro della logopedista americana Dott.ssa Deborah Hayden, circa 30 anni fa.
E’ un approccio che prevede l’utilizzo di prompts, ovvero di imput tattili-cinestetici effettuati dal logopedista su viso, mandibola e mento dell’utente all’interno della terapia durante attività interattive, calibrate su età e interessi dell’utente. Questi imput guidano il paziente manualmente nella produzione di un target (parola o frase) con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo adeguato dei movimenti orali scoraggiando movimenti muscolari non utili, come lo scivolamento della mandibola o l’eccessivo arrotondamento delle labbra.
E’ riduttivo pensare che il prompt agisca solo a livello articolatorio!
Infatti, il metodo PROMPT ® prevede una presa in carico globale del bambino:
dominio fisico dominio cognitivo dominio sociale
Si tratta di un approccio diverso da quello erogato mediante una terapia tradizionale.
Il programma è personalizzato e parte da una approfondita valutazione di tutte le modalità sensoriali e di tutti i sottoinsiemi dello speech sulla quale si basa la pianificazione del trattamento.
E’ appropriato per una vasta gamma di persone con disturbi dello speech:
- Motor speech disorders;
- disprassia o bambini non verbali.
- Pazienti con afasia, aprassia, disartria, disturbi pervasivi dello sviluppo, paralisi cerebrali, lesioni cerebrali acquisite, disturbi dello spettro autistico.
Il PROMPT® institute è l’unica organizzazione autorizzata alla formazione, che si sviluppa su diversi livelli.
Io sono un PROMPT-Trained therapist. Puoi trovare il mio profilo PROMPT qui (CLICCA QUI)
Se vuoi saperne di più contattami
Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)
Cosa sono i disturbi specifici dell’apprendimento
I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) sono dei disturbi del neurosviluppo che interessano la capacità di scrivere, leggere e calcolare in modo fluido e corretto. Queste difficoltà spesso tendono ad associarsi tra loro (comorbidità).
Vengono classificati in base alla difficoltà specifica, pertanto si distingue tra:
- Dislessia: disturbo specifico della capacità di lettura che si manifesta con difficoltà nella lettura in termini di velocità e correttezza. Tale difficoltà si ripercuote in genere anche sulla comprensione del testo scritto.
- Disortografia: disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella correttezza ortografica.
- Disgrafia: disturbo specifico della grafia che si manifesta con la difficoltà nel gesto grafico che risulta lento e difficoltoso.
- Discalculia: disturbo specifico che riguarda la capacità di numero e calcolo.
Il DSA non è un malattia ma una diversa modalità di funzionamento delle reti neurali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo. Essendo SPECIFICI non sono collegati ad un deficit intellettivo, a problemi ambientali o a deficit sensoriali. Il DSA accompagna l’individuo per tutta la vita, sebbene si modifichi nel tempo. Esse possono essere compensate nel tempo e con un buon intervento riabilitativo e di potenziamento.
L’individuazione precoce del rischio di DSA, già a partire dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia, assume un ruolo importante per la messa in atto di stimolazioni e ambienti favorevoli.
La diagnosi può essere posta a partire dalla fine della seconda elementare per la dislessia. Per le difficoltà di scrittura a mano si raccomanda di assumere un atteggiamento diagnostico cauto e attendere la fine della terza classe di scuola primaria per porre diagnosi di disgrafia. Si raccomanda di porre diagnosi di disturbo specifico del calcolo a partire dalla classe terza della scuola primaria.
L’intervento riabilitativo e l’adozione di particolari attenzioni da parte della scuola deve essere tempestivo ed efficiente, per evitare l’occorrenza di effetti a cascata sul benessere bio-psico-sociale dell’individuo. Non di raro si osservano infatti: prematuro abbandono scolastico, difficoltà lavorative, bassa autostima, problemi della sfera comportamentale. Conseguenze queste, che possono interferire anche in modo significativo con l’adattamento personale e sociale.
Credit e approfondimento
Linee guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento DSA
Associazione Italiana Dislessia
Screening DSA
Linee Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
Le Linee Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il 22 gennaio 2022, confermano l’utilità dell’individuazione precoce del rischio di DSA già a partire dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia.
Lo screening per i Disturbi specifici dell’apprendimento viene effettuato a bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e prevede di valutare la presenza di difficoltà di:
- consapevolezza fonologica,
- RAN,
- associazione grafemi/fonemi e fonemi/grafemi,
- consapevolezza notazionale;
- associazioni visivo-verbali,
- vocabolario,
- consapevolezza morfologica
- memoria a breve termine.
Il corretto sviluppo di queste abilità può interferire con l’abilità di decodifica, comprensione della lettura e codifica ortografica.
L’individuazione precoce non rappresenta una diagnosi!
Individuare precocemente possibili ed eventuali difficoltà negli apprendimenti scolastici può solo rappresentare un vantaggio per il bambino per il quale si prevederanno interventi tempestivi e mirati tali da influenzare la successiva incidenza dell disturbo.
Credit e approfondimenti: Linee Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
Disfonia infantile
Per disfonia si intende un’alterazione quali-quantitativa della voce.
E’ un evenienza molto frequente in età evolutiva e solitamente dipende da un cattivo uso e un abuso della voce.
Caratteristiche tipiche della voce nel bambino disfonico:
- tono della voce troppo alto
- voce rauca
- frequenti abbassamenti della voce
- molto loquace
- tendenza a parlare velocemente
- spesso, soprattutto alla sera, riferisce senso di stanchezza e pesantezza a livello della gola.
Il ruolo del logopedista
In seguito a visita e diagnosi medica la prescrizione di un percorso di logopedia si dimostra in genere efficace nel superamento della disfonia.
Il trattamento logopedico della disfonia infantile prevede in primo luogo di insegnare al bambino come salvaguardare la propria voce modificando le abitudini vocali. Data l’importanza dell’igiene vocale nel management delle disfonie infantili si prevede anche il coinvolgimento della famiglia, che dovrà adattare le proprie abitudini vocali.
Comprese le buone norme di uso della voce si procede nel trattamento con esercizi specifici per migliorare: respirazione; coordinazione pneumo-fonica: attacco vocale e controllo dell’intensità vocale.
Se sei genitore di un bambino disfonico ti lascio alcun consigli che possono esserti utili da subito per migliorare l’ambienta vocale:
- evita di parlare urlando da una stanza all’altra
- riduci i rumori di fondo (es. parlare con la tv o la radio accesa)
- imparate a parlare uno alla volta senza sovrapporvi
- invita a parlare più lentamente
- rallenta i ritmi di vita!
Se hai avuto indicazioni mediche al trattamento logopedico della disfonia puoi contattarmi per un appuntamento.
