Le Carte delle Attività Significative sono uno strumento pensato per la fase di valutazione dell’afasia e per la definizione condivisa di obiettivi realmente centrati sulla persona.
Il materiale aiuta logopedista e paziente a esplorare insieme, in modo visivo, semplice e strutturato, quali attività facevano parte della vita quotidiana prima dell’afasia, quali oggi risultano difficili o non più possibili e quali, tra queste, restano significative e meriterebbero di diventare obiettivi di intervento.
Il set è infatti presentato come uno strumento per la “definizione congiunta degli obiettivi significativi in ambito logopedico” e prevede che venga mostrata una carta alla volta, chiedendo alla persona se riesce a svolgere quell’attività e, se non ci riesce, se per lei è significativa, non significativa oppure se potrebbe diventarlo in un secondo momento.
All’interno non ci sono solo carte con attività quotidiane, ma anche carte-risposta che guidano il colloquio clinico e rendono più facile la partecipazione della persona con afasia. Sono presenti infatti le carte “Riesco a farlo?” con le opzioni sì / no / forse, “Voglio farlo?” con le opzioni sì / no / non ora, e “Quanto è importante?” con le opzioni molto / adesso / dopo. È presente anche una carta dedicata al monitoraggio, utile per tornare sulle scelte fatte e verificare nel tempo se priorità e obiettivi sono cambiati.
Le attività rappresentate coprono aree molto diverse della vita della persona, così da permettere una valutazione ampia e realmente ecologica.
Ci sono attività di gestione quotidiana e autonomia personale, come preparare il caffè, fare la spesa, cucinare, apparecchiare la tavola, fare il bucato, stirare, gestire i pagamenti, tenere traccia degli impegni, prendere i farmaci in autonomia, fare faccende domestiche, uscire a fare commissioni e fare una passeggiata.
Una parte importante delle carte riguarda anche la partecipazione sociale e familiare, perché nella valutazione dell’afasia non conta solo ciò che la persona sa dire o capire in astratto, ma soprattutto ciò che desidera tornare a vivere nella propria quotidianità. Per questo il set include attività come pranzare con la famiglia, parlare con il coniuge, con i figli, con i nipoti o con un amico, parlare con il dottore, invitare a pranzo, andare a pranzo fuori, telefonare a familiari o amici, inviare messaggi, fare una festa in famiglia, andare al bar con gli amici, giocare a carte al bar, fare chiacchiere in piazza, partecipare a un gruppo, sentirsi utile in famiglia, aiutare i figli o i nipoti e sentirsi parte della comunità.
Le carte includono anche attività di tempo libero, interessi personali e benessere, utilissime per far emergere ciò che dà senso alla vita della persona e che spesso rischia di restare in secondo piano nella sola valutazione linguistica. Sono presenti, per esempio, guardare la partita, seguire il telegiornale, guardare programmi TV, leggere un messaggio, leggere un giornale, leggere un libro, fare le parole crociate, scrivere la lista della spesa, scrivere un biglietto, giocare a tombola, ascoltare la musica, cantare, guardare fotografie, raccontare storie del passato, cucire, disegnare, dipingere, colorare, fare lavori manuali, andare al mare, andare al lago, pregare e rilassarsi.
Infine, il materiale comprende anche carte legate in modo più diretto alla comunicazione funzionale, molto preziose quando si vuole capire quali competenze comunicative la persona sente come più urgenti da recuperare nella vita reale. Tra queste compaiono attività come dire il proprio nome, dire come si sta, fare una richiesta, chiedere aiuto, dire cosa si vuole, nominare oggetti comuni, ordinare al bar, chiedere informazioni in un negozio, dire la propria opinione, raccontare una cosa successa, fare una domanda, capire una domanda, salutare, iniziare una conversazione, prendere il proprio turno, cambiare argomento, chiedere di ripetere, dire che non si è capito, usare gesti per farsi capire e interrompere con gentilezza.
Nel complesso, queste carte permettono di trasformare la valutazione in un momento di ascolto, condivisione e progettazione.
Non servono solo a rilevare cosa è compromesso, ma aiutano a costruire insieme alla persona un quadro più completo: cosa riesce ancora a fare, cosa non riesce più a fare, cosa vorrebbe recuperare e cosa, in questo momento della sua vita, conta davvero. Proprio per questo diventano uno strumento molto utile per impostare obiettivi terapeutici più motivanti, partecipati e significativi.

