Lettura condivisa e dialogica con Old MacDonald Had a Farm

Come usare un libro con elementi mobili per sostenere linguaggio, attenzione e partecipazione
Ci sono libri che sembrano semplici libri per bambini.
Poi li porti in terapia, li apri sul tappeto, osservi cosa succede… e capisci che dentro quelle pagine c’è molto di più.
Old MacDonald Had a Farm, nella versione illustrata da Jill Howarth, è uno di quei libri che in apparenza nasce per cantare, contare e giocare con gli animali della fattoria.
In realtà, se osservato con gli occhi di una logopedista, diventa un materiale molto ricco per lavorare su attenzione condivisa, turno comunicativo, lessico, imitazione, comprensione, produzione verbale e prime strutture morfosintattiche.
È un libro colorato, resistente, pieno di dettagli e con una caratteristica preziosa: gli elementi mobili.
Il bambino può far scorrere, spostare, cercare, ritrovare, contare. Può fare qualcosa con il libro, non deve soltanto ascoltare.
E questo, nella fascia 0-3 anni e nella presa in carico precoce, fa una grande differenza.
Perché il bambino piccolo impara il linguaggio dentro l’interazione. Impara quando guarda insieme all’adulto, quando aspetta il proprio turno, quando prova un suono, quando indica, quando anticipa, quando ride perché sa già cosa sta per succedere. Impara quando si sente parte attiva dello scambio.
Ed è proprio qui che un libro come Old MacDonald Had a Farm diventa interessante.
Non è solo un libro da leggere.
È un libro da abitare.
Com’è fatto il libro
Il libro riprende la classica canzone inglese Old MacDonald Had a Farm, conosciuta per la sua struttura ripetitiva e musicale.
Nella copertina troviamo subito gli elementi centrali: la fattoria, gli animali, il contadino, il trattore, il percorso, i dettagli da cercare e il richiamo “Slide, sing and count!”. È quindi un libro pensato per far cantare, scorrere e contare.
Le pagine interne, in questo tipo di libro, sono generalmente costruite per mantenere il bambino attivo: non basta guardare l’immagine, bisogna cercare, spostare, accompagnare il movimento con il dito, scoprire cosa compare e magari contare gli animali.
Questo aspetto è molto importante.
Un bambino piccolo, soprattutto se ha fragilità comunicativo-linguistiche, difficoltà attentive o poca iniziativa nello scambio, può faticare a rimanere dentro una lettura tradizionale. Se l’adulto legge e il bambino deve soltanto ascoltare, il rischio è che l’attenzione cada rapidamente.
Gli elementi mobili, invece, creano partecipazione.
Il bambino può:
- far scorrere una linguetta;
- cercare un animale;
- indicare un dettaglio;
- anticipare cosa succederà;
- scegliere quale animale guardare;
- chiedere “ancora”;
- ripetere un’azione;
- condividere uno sguardo con l’adulto.
Tutto questo è linguaggio prima ancora della parola.
Perché non basta “leggere”
Quando parliamo di lettura condivisa e dialogica non intendiamo una lettura in cui l’adulto legge tutte le parole e il bambino ascolta in silenzio.
Con i bambini piccoli, e ancora di più nei percorsi di parent coaching e presa in carico precoce, la priorità non è finire il libro. La priorità è costruire uno scambio.
Questo significa che l’adulto può modificare il testo, semplificarlo, ripeterlo, rallentarlo, cantarlo, interromperlo e adattarlo al bambino.
Con Old MacDonald Had a Farm possiamo leggere pochissimo e comunicare tantissimo.
Possiamo dire:
“Guarda, la mucca!”
“La mucca fa muuu.”
“Dov’è la mucca?”
“Eccola!”
“Ancora mucca?”
“Facciamo scorrere?”
“Uno, due… tanti pulcini!”
“Ciao ciao mucca!”
Il testo originale diventa una base. Ma il vero lavoro nasce nella relazione.
Indicazioni per i logopedisti
Obiettivi terapeutici con
Old MacDonald Had a Farm
Dal punto di vista logopedico, questo libro è molto versatile. Può essere usato in presa in carico precoce, nei ritardi di linguaggio, nei profili con fragilità pragmatiche, nei bambini con ridotta iniziativa comunicativa, nelle difficoltà di attenzione condivisa e nei percorsi di potenziamento del linguaggio nella fascia prescolare.
Naturalmente non è il libro in sé a fare terapia.
È il modo in cui lo usiamo.
Lo stesso libro può sostenere obiettivi molto diversi, a seconda del bambino, della sua età di sviluppo e del profilo comunicativo-linguistico.
1. Attenzione condivisa
Gli elementi mobili sono un aggancio potentissimo per l’attenzione condivisa. Il bambino guarda il libro, poi guarda l’adulto, poi torna al libro. Oppure indica, sorride, aspetta che l’adulto faccia partire il movimento.
In terapia possiamo lavorare su:
- guardare insieme lo stesso elemento;
- alternare sguardo tra libro e adulto;
- condividere sorpresa;
- indicare per mostrare;
- indicare per richiedere;
- attendere l’azione dell’adulto;
- richiedere la ripetizione.
Esempi di script:
“Guarda!”
“Ohhh, chi c’è?”
“Eccolo!”
“L’hai trovato!”
“Ancora?”
“Pronto… via!”
In questi momenti l’obiettivo non è necessariamente la parola. L’obiettivo può essere che il bambino rimanga dentro lo scambio, condivida l’esperienza e inizi a percepire l’adulto come partner comunicativo.
2. Turno comunicativo
Questo libro è pensato per fare qualcosa: scorrere, contare, cantare, cercare. Per questo è molto utile per allenare il turno.
Il turno può essere motorio, vocale, gestuale o verbale.
Esempi:
Adulto: “Tocca a me… faccio scorrere.”
Bambino: sposta l’elemento.
Adulto: “Tocca a te!”
Oppure:
Adulto: “La mucca fa…”
Pausa.
Bambino: “Muuu” oppure guarda, sorride, vocalizza.
Adulto: “Sì! Muuu!”
Oppure:
Adulto: “Uno…”
Pausa.
Bambino: “Due” oppure indica un altro animale.
Adulto: “Due! Ancora!”
Non dobbiamo pensare al turno solo come produzione verbale. Prima del turno verbale ci sono molti turni importanti: uno sguardo, un gesto, una scelta, un movimento, un vocalizzo.
Il libro diventa una piccola palestra di alternanza.
3. Imitazione vocale e onomatopee
Il tema della fattoria permette di lavorare facilmente sulle onomatopee. I versi degli animali sono spesso più accessibili delle parole vere e proprie e possono rappresentare un ponte verso la produzione verbale.
Parole e suoni target:
- mucca: “muuu”
- cane: “bau bau”
- gatto: “miao”
- pecora: “bee”
- anatra: “qua qua”
- pulcino: “pio pio”
- maiale: “oink”
- cavallo: “iii” oppure “clop clop”
- gallina: “coccodè”
Esempi di stimolazione:
“La mucca fa…”
Pausa.
“Muuu!”
“Chi fa bau?”
“Il cane! Bau bau!”
“Senti! Pio pio! Sono i pulcini!”
Con i bambini che non imitano ancora, possiamo usare il libro per creare esposizione ripetuta e motivante. Con i bambini che imitano, possiamo invece usare le pause per favorire la produzione spontanea.
4. Lessico a tema fattoria
Il lessico della fattoria è familiare, concreto e facilmente rappresentabile. Per questo è molto utile nei primi ampliamenti del vocabolario.
Nomi target
Animali:
- mucca
- cane
- gatto
- pecora
- maiale
- anatra
- gallina
- pulcino
- cavallo
- coniglio
Oggetti e ambienti:
- fattoria
- trattore
- albero
- mela
- recinto
- fieno
- campo
- fiore
- cesta
- ruota
Personaggi:
- contadino
- animali
- piccoli
- mamma animale
Non è necessario proporre tutti i target nella stessa seduta. Anzi, spesso è più utile scegliere pochi target e ripeterli molte volte.
Per esempio, se l’obiettivo è stabilizzare “mucca”, “cane” e “anatra”, useremo il libro per far ricomparire più volte quelle parole in contesti leggermente diversi.
“Ecco la mucca.”
“La mucca mangia.”
“La mucca è grande.”
“La mucca fa muuu.”
“Ciao mucca.”
Questa è stimolazione focalizzata: tante esposizioni dello stesso target, dentro un’attività piacevole.
5. Verbi e azioni
Le illustrazioni e gli elementi mobili permettono di introdurre azioni semplici, molto utili per passare dal nome alla frase.
Verbi target:
- va
- viene
- corre
- salta
- mangia
- dorme
- canta
- guarda
- trova
- apre
- chiude
- scorre
- gira
- prende
- dà
- mette
Esempi:
“La mucca mangia.”
“Il cane corre.”
“L’anatra va.”
“Il pulcino esce.”
“Il trattore gira.”
“Il contadino prende la mela.”
“Apri.”
“Chiudi.”
“Fai scorrere.”
Il movimento del libro aiuta molto, perché il verbo non resta astratto. Il bambino vede e fa l’azione. Se sposta una linguetta, possiamo dire “spingi”, “tira”, “apri”, “chiudi”, “va”, “torna”.
Il corpo e la mano sostengono la comprensione.
6. Morfosintassi: ripetere più volte una frase target
Uno degli aspetti più interessanti di Old MacDonald Had a Farm è la ripetitività. La struttura della canzone e la possibilità di cambiare animale permettono di ripetere più volte lo stesso modello frasale, modificando solo un elemento.
Questo è molto utile per lavorare sulla morfosintassi.
Esempi di frasi target:
“La mucca fa muuu.”
“Il cane fa bau.”
“La pecora fa bee.”
“L’anatra fa qua qua.”
Oppure:
“La mucca mangia.”
“Il cane corre.”
“La pecora dorme.”
“Il cavallo salta.”
Oppure:
“Vedo una mucca.”
“Vedo un cane.”
“Vedo una pecora.”
“Vedo un’anatra.”
Oppure:
“C’è una mucca.”
“C’è un cane.”
“Ci sono due pulcini.”
“Ci sono tante anatre.”
Il vantaggio è che il bambino non deve ogni volta ricostruire tutto da capo. La cornice rimane stabile e prevedibile. Cambia solo il target.
Questa prevedibilità riduce il carico cognitivo e aumenta la possibilità di partecipare.
7. Prime combinazioni
Per i bambini che producono parole singole, il libro può essere usato per stimolare combinazioni di due parole.
Esempi:
- mucca grande
- cane bau
- anatra gialla
- pecora bianca
- pulcino piccolo
- trattore blu
- ancora mucca
- ciao cane
- apri libro
- gira pagina
- mucca mangia
- cane corre
Se il bambino dice “mucca”, l’adulto può espandere:
“Mucca grande.”
“La mucca fa muuu.”
“Sì, mucca!”
Se il bambino dice “bau”, l’adulto può dire:
“Cane bau.”
“Il cane fa bau.”
“Ciao cane.”
Non chiediamo di ripetere. Offriamo modelli.
8. Comprensione verbale
Il libro permette di lavorare anche sulla comprensione, ma è importante calibrare bene le richieste.
Esempi di consegne semplici:
“Trova la mucca.”
“Dammi il cane.”
“Indica l’anatra.”
“Fai scorrere.”
“Apri.”
“Chiudi.”
“Conta i pulcini.”
“Saluta la pecora.”
Esempi di consegne a due elementi:
“Trova la mucca e falla scorrere.”
“Indica il cane e poi il trattore.”
“Apri la pagina e cerca l’anatra.”
“Conta i pulcini e poi salutali.”
La comprensione può essere sostenuta con gesto, indicazione, enfasi, rallentamento e ripetizione.
9. Conteggio: non solo numeri
Il libro nasce anche per contare. Ma in logopedia il conteggio può diventare molto più di un lavoro sui numeri.
Contare serve per:
- mantenere il turno;
- creare attesa;
- sostenere attenzione condivisa;
- ripetere parole target;
- lavorare su singolare/plurale;
- introdurre quantità;
- creare routine prevedibili.
Esempi:
“Uno… due… tre pulcini!”
“Uno cane.”
“Due anatre.”
“Tanti animali!”
“Ancora uno.”
“È finito.”
Il conteggio può essere usato anche come piccolo rituale prima di far scorrere un elemento:
“Uno, due, tre… via!”
Qui il bambino impara ad aspettare, anticipare e partecipare. Non stiamo solo contando. Stiamo costruendo turni e intenzionalità.
10. Pragmatica e funzioni comunicative
Con questo libro possiamo stimolare diverse funzioni comunicative.
Il bambino può comunicare per:
- richiedere: “ancora”, “apri”, “mucca”
- rifiutare: “no”, “basta”
- commentare: “muuu”, “bau”, “oh!”
- scegliere: “cane” o “mucca”
- condividere: indicare un animale per mostrarlo
- salutare: “ciao”
- protestare: “no, mio turno”
- chiedere aiuto: “aiuto”, “apri”
Gli elementi mobili favoriscono molto la richiesta, perché il bambino spesso vuole ripetere l’azione. Questo crea una motivazione naturale alla comunicazione.
Consigli per i genitori e insegnanti
Come usare
Old MacDonald Had a Farm
dai 2 anni per stimolare il linguaggio
Questo libro può essere molto utile anche a casa e al nido/scuola dell’infanzia, a partire dai 2 anni, se usato nel modo giusto.
La cosa più importante da ricordare è questa: non dovete leggere tutto.
Con un bambino piccolo è meglio leggere meno e interagire di più.
Il libro deve diventare un momento di gioco, non una verifica.
1. Create un momento tranquillo
Scegliete un momento in cui il bambino non sia troppo stanco. Spegnete TV e telefono. Sedetevi vicini, in modo che possa vedere il libro e anche il vostro viso.
Potete dire:
“Leggiamo la fattoria?”
“Vediamo chi c’è?”
“Cantiamo?”
Non serve stare tanto tempo. Anche cinque minuti, se condivisi bene, possono essere preziosi.
2. Guardate cosa interessa al bambino
Se il bambino guarda il cane, parlate del cane.
Se vuole muovere la linguetta, fatelo muovere.
Se torna sempre alla mucca, tornate alla mucca.
Se vuole contare i pulcini, contate i pulcini.
Seguite il suo interesse.
Quando l’adulto segue l’interesse del bambino, il bambino è più attento, più motivato e più disponibile a comunicare.
3. Usate frasi semplici
Non serve spiegare troppo. Usate frasi brevi e chiare.
Esempi:
“Ecco la mucca.”
“La mucca fa muuu.”
“Il cane corre.”
“L’anatra cammina.”
“Il trattore va.”
“Ciao pecora.”
“Ancora?”
“Apri.”
“Chiudi.”
Ripetete le stesse parole più volte. La ripetizione aiuta il bambino a imparare.
4. Fate i versi degli animali
I versi sono divertenti e aiutano il bambino a partecipare.
Potete dire:
“La mucca fa muuu.”
“Il cane fa bau bau.”
“La pecora fa bee.”
“Il pulcino fa pio pio.”
“L’anatra fa qua qua.”
Poi fate una pausa:
“La mucca fa…”
Aspettate.
“Muuu!”
Se il bambino prova a fare il verso, accoglietelo con entusiasmo. Anche se non è perfetto, va benissimo.
5. Aspettate
L’attesa è fondamentale.
Dopo aver detto una frase, fermatevi. Guardate il bambino e lasciategli il tempo di rispondere.
Può rispondere con:
- una parola;
- un verso;
- un gesto;
- uno sguardo;
- un sorriso;
- un movimento della mano.
Tutto questo è comunicazione.
Non abbiate fretta di parlare al posto suo.
6. Offrite scelte
Le scelte aiutano il bambino a comunicare.
Potete chiedere:
“Vuoi la mucca o il cane?”
“Facciamo bau o muuu?”
“Apriamo o chiudiamo?”
“Ancora o basta?”
“Contiamo i pulcini o cerchiamo il trattore?”
Il bambino può scegliere indicando, guardando, toccando o dicendo una parola. Voi trasformate la sua scelta in linguaggio.
Esempio:
Il bambino indica il cane.
Adulto: “Hai scelto il cane! Cane! Bau bau!”
7. Commentate più di quanto chiedete
Evitate di fare troppe domande una dopo l’altra.
Invece di chiedere sempre:
“Cos’è?”
“Che verso fa?”
“Dov’è?”
“Di che colore è?”
Provate a commentare:
“È una mucca!”
“La mucca è grande.”
“Fa muuu.”
“Guarda, mangia!”
“Il cane corre veloce.”
Le domande servono, ma se sono troppe il bambino può sentirsi interrogato. I commenti, invece, gli offrono parole senza pressione.
8. Espandete quello che dice
Se il bambino dice una parola, aggiungetene una.
Bambino: “Mucca.”
Adulto: “Mucca grande.”
Bambino: “Bau.”
Adulto: “Cane bau.”
Bambino: “Anatra.”
Adulto: “Anatra gialla.”
Bambino: “Ancora.”
Adulto: “Ancora libro!”
Così il bambino ascolta frasi un po’ più ricche, ma sempre vicine al suo livello.
9. Non correggete, riformulate
Se il bambino pronuncia male una parola, non interrompetelo.
Invece di dire:
“No, non si dice così.”
“Ripeti bene.”
“Dillo meglio.”
Provate a ripetere voi la parola corretta.
Bambino: “Tane.”
Adulto: “Sì, cane! Il cane fa bau.”
Bambino: “Mu.”
Adulto: “Mucca! Muuu!”
Il bambino impara ascoltando il modello corretto, senza sentirsi giudicato.
10. Usate il movimento del libro
Gli elementi mobili sono preziosi. Non usateli solo come gioco fine a sé stesso.
Ogni movimento può diventare linguaggio.
Quando il bambino sposta un elemento, potete dire:
“Apri.”
“Chiudi.”
“Tira.”
“Spingi.”
“Va!”
“Torna!”
“Ancora.”
“È uscito!”
“Dov’è?”
“Eccolo!”
Così il bambino collega ciò che fa con le parole.
Piccole attività da fare a casa o a scuola
Trova l’animale
“Dov’è la mucca?”
“Eccola!”
“La mucca fa muuu.”
Obiettivo: comprensione, attenzione, lessico.
Che verso fa?
“La pecora fa…”
Aspettate.
“Bee!”
Obiettivo: imitazione, produzione vocale, turno.
Ancora!
Fate scorrere un elemento, poi fermatevi.
“Ancora?”
Aspettate la risposta del bambino.
Obiettivo: richiesta, comunicazione intenzionale.
Ciao ciao fattoria
Alla fine salutate tutti:
“Ciao mucca.”
“Ciao cane.”
“Ciao pulcini.”
“Ciao trattore.”
Obiettivo: parole sociali, gesti, routine.
Facciamo una frase
Scegliete un animale e aggiungete un’azione.
“La mucca mangia.”
“Il cane corre.”
“L’anatra cammina.”
“La pecora dorme.”
Obiettivo: prime frasi, verbi, morfosintassi.
Cosa evitare
Evitate di chiedere sempre “ripeti”.
Evitate di trasformare il libro in un compito.
Evitate di correggere ogni parola.
Evitate di continuare se il bambino è stanco o frustrato.
Evitate di leggere tutto se il bambino vuole soffermarsi su una pagina.
Evitate troppe domande chiuse.
Evitate TV o telefono accesi durante la lettura.
Il bambino deve sentire che leggere insieme è bello, leggero e piacevole.
Perché questo libro è utile anche se “serve per contare”
Sì, Old MacDonald Had a Farm è anche un libro per contare. Ma per chi si occupa di linguaggio può diventare molto di più.
Contare gli animali può aiutare a:
- mantenere l’attenzione;
- rispettare il turno;
- ripetere parole;
- usare il plurale;
- creare attesa;
- dire “ancora”;
- nominare gli animali;
- costruire piccole frasi.
Per esempio:
“Uno, due, tre pulcini.”
“Ci sono tre pulcini.”
“Tanti pulcini!”
“Ancora uno.”
“È finito.”
Il numero diventa una scusa per parlare, aspettare, guardarsi e condividere.
Un piccolo promemoria per l’adulto
Quando usi questo libro, ricordati queste parole:
Guarda.
Aspetta.
Commenta.
Ripeti.
Espandi.
Riformula.
Gioca.
Non devi fare tutto insieme. Scegli una o due strategie per volta.
Oggi puoi concentrarti sulle pause.
Domani sulle scelte.
Un altro giorno sui versi degli animali.
Poi sulle frasi.
Il linguaggio cresce così: un piccolo scambio alla volta.
Conclusione
Old MacDonald Had a Farm è un libro colorato, musicale e ricco di elementi mobili. Per un bambino è un gioco. Per noi adulti può diventare uno strumento prezioso per sostenere comunicazione e linguaggio.
In terapia, permette di lavorare su obiettivi diversi: attenzione condivisa, turno, imitazione, lessico, verbi, prime combinazioni, morfosintassi e funzioni comunicative.
A casa e a scuola, può diventare un momento semplice e piacevole per parlare, cantare, indicare, contare, aspettare e giocare insieme.
Non serve leggere perfettamente.
Non serve finire il libro.
Non serve far ripetere.
Serve esserci.
Perché il bambino impara il linguaggio quando si sente coinvolto, guardato, ascoltato e libero di partecipare.
Ed è proprio questo il cuore della lettura condivisa e dialogica: non leggere per il bambino, ma leggere con il bambino.
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